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Lori, Iotti, Cardinali: “Tuteliamo un intero modello produttivo del Made in Italy”

“Siamo molto preoccupati della situazione che sta vivendo la Parmalat Spa e del piano industriale del gruppo Lactalis, per questo anche a seguito di un’interrogazione PD portata all’attenzione del Parlamento, chiediamo alla Regione quali azioni intenda mettere in campo per garantire le capacità produttive del gruppo, il suo sviluppo e i livelli occupazionali, nonché la tutela del brand italiano, la conservazione in loco delle funzioni organizzative, direttive e manageriali”. Questo il senso dell’interrogazione presentata dalla consigliera Pd Barbara Lori, come prima firmataria e sottoscritta anche dai colleghi parmensi Massimo Iotti e Alessandro Cardinali.

La storica azienda di Collecchio, è tra i leader mondiali nella produzione e distribuzione di latte e dei suoi derivati, con ricavi superiori ai 6,6 miliardi di euro nel 2017 e un export globale. A seguito dell’acquisizione da parte dei francesi di Lactalis, sta subendo un vero e proprio smantellamento. Una simile riorganizzazione, per quanto non meglio enunciata all’Azienda, ha messo in grande allarme sindacati e lavoratori, ma anche tutti i soggetti economici, sociali ed istituzionali del territorio. Parmalat e Galbani (anch’essa di proprietà della multinazionale francese e dunque potenzialmente interessata) rappresentano, infatti, non solo una realtà che in Italia occupa 5000 dipendenti, ma anche un perno dell’intera filiera agro-alimentare italiana, le cui dinamiche rischiano di essere seriamente compromesse da questa decisione.

Insomma, a rischio non ci sarebbero soltanto i posti di lavoro ma un intero modello produttivo.

“La vicenda – sottolinea la Lori – è già stata portata all’attenzione del Parlamento attraverso un’interrogazione in cui si chiede conto al Governo di quali azioni intenda mettere in atto per la salvaguardia dello storico marchio italiano. I sindacati hanno convocato il coordinamento nazionale delle Rsu per il prossimo 1 febbraio per individuare proposte alternative e chiedere l’istituzione di un Tavolo di confronto. A livello regionale, vista la sensibilità dimostrata per altre vertenze, siamo certi che la Regione farà la propria parte in attesa che anche il Governo si rimbocchi le maniche per evitare lo smantellamento”.