Approvata all’unanimità dalla Commissione V Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità nella seduta del 10 marzo 2016.

RISOLUZIONE

L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna

Premesso che

Negli ultimi anni l’insegnamento della lingua latina nella scuola secondaria di secondo grado è sempre meno centrale. Nei licei ad indirizzo scientifico, dove fino a pochi anni fa il latino era materia fondamentale anche per numero di ore, oggi l’insegnamento si è contratto ed, in molti casi, è completamente scomparso.

Si tratta di una scelta che depaupera profondamente il patrimonio culturale dei singoli e dell’intera collettività in nome di una errata declinazione del concetto di scuola delle competenze, esclusivamente concentrata sull’apprendimento del saper fare, spesso a detrimento della trasmissione delle competenze di base e della stessa maturazione psicologica, emotiva sociale e relazionale dei ragazzi.

Per tali motivi, l’apprendimento del latino non può essere considerato estraneo al formarsi di una cultura anche scientifica e tecnica, essendo invece da intendersi come strumento di base per potersi relazionare in modo consapevole e critico rispetto alla nostra cultura e società, che nella latinità affonda le proprie radici; e per potere usare correttamente una lingua, quella italiana, che rischia di vedere impoverita, per il mancato utilizzo, la ricchezza semantica e strutturale che oltre un millennio di uso letterario hanno costruito.

Evidenziato che

Le iscrizioni ai licei classici sono fortemente diminuite negli ultimi anni su tutto il territorio nazionale, trend che si verifica anche nella nostra regione, con l’unica eccezione del territorio riminese, dove il calo sembra essere molto più contenuto.

Al fine di far comprendere l’importanza dell’insegnamento del latino agli studenti, e spesso anche ai docenti di materie non umanistiche quale risorsa fondamentale per acquisire competenze e abilità logiche nella gestione di processi complessi, sarebbe opportuna una adeguata campagna di sensibilizzazione, già a partire dalle scuole secondarie di primo grado, in cui l’insegnamento della materia potrebbe essere proposto fra quelli facoltativi.

Invita la Giunta

  • A valutare con l’Ufficio scolastico regionale la predisposizione di una campagna di sensibilizzazione sul valore sociale e culturale che la conoscenza della classicità e della lingua latina, coinvolgendo a tal fine le associazioni culturali e tutti i soggetti che possano apportare un contributo in termini operativi e di conoscenze.
  • A verificare la possibilità, nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica, di proporre ai dirigenti delle scuola secondaria di primo grado di proporre il latino quale insegnamento extra-curricolare facoltativo.